Trovare casa in affitto è già una fatica; arrivare alla firma con la testa lucida lo è ancora di più. Eppure quel foglio decide quanto pagherai, per quanto tempo e cosa succede se qualcosa va storto. Vale la pena leggerlo riga per riga, non a colpo d'occhio.
Le clausole che contano
Prima cosa, il tipo di contratto. Il classico 4+4 a canone libero ti garantisce stabilità e canone deciso liberamente. Il 3+2 a canone concordato ha un affitto calmierato e vantaggi fiscali per entrambe le parti. Per studenti e lavoratori fuori sede esistono i contratti transitori. Sapere quale stai firmando ti dice quali diritti hai.
Poi guarda l'importo della cauzione, che per legge non può superare tre mensilità, e come ti verrà restituita. Controlla chi paga cosa: ordinaria manutenzione e piccole riparazioni di solito toccano all'inquilino, le opere straordinarie al proprietario.
Da non dare per scontato
- L'aggiornamento ISTAT del canone: c'è o no? Con la cedolare secca non può esserci.
- La registrazione del contratto all'Agenzia delle Entrate: è obbligatoria, un affitto in nero non ti tutela.
- L'attestato di prestazione energetica (APE), che ti dice quanto spenderai di riscaldamento.
Tieni d'occhio anche le clausole sulla disdetta e sul recesso. Per legge l'inquilino può sempre recedere per gravi motivi con un preavviso, di norma di sei mesi, ma molti contratti aggiungono condizioni o penali che vanno lette. Verifica chi paga le spese condominiali ordinarie e straordinarie, perché la ripartizione standard non sempre coincide con quanto scritto. E controlla che il proprietario sia davvero tale: chiedere una visura non è scortesia, è prudenza elementare prima di versare una caparra. Conserva infine ogni ricevuta dei pagamenti del canone: ti servono sia per la detrazione spettante agli inquilini entro certi limiti di reddito, sia come prova in caso di contestazioni.
Il consiglio più utile è anche il più ignorato: fai un verbale di consegna con foto di ogni stanza il giorno in cui ricevi le chiavi. Quando uscirai, sarà la tua unica difesa per riavere la cauzione intera ed evitare contestazioni su graffi e macchie che c'erano già. Una stretta di mano non basta: quello che non è scritto, per la legge, non esiste.