L'assegno unico ha sostituito un groviglio di bonus e detrazioni con un solo versamento mensile per ogni figlio a carico. Ma quanto arriva esattamente dipende da una serie di fattori che vale la pena conoscere, perché la differenza tra il minimo e il massimo è enorme.
Da cosa dipende la cifra
Il motore di tutto è l'ISEE. Più è basso, più alto è l'assegno per figlio; più sale, più l'importo si riduce fino a un minimo garantito a tutti, anche senza presentare l'ISEE. La cifra parte da poco meno di 60 euro a figlio per chi ha un ISEE alto e arriva intorno ai 200 euro mensili per chi ha l'ISEE più basso, con gli importi rivalutati ogni anno in base all'inflazione.
Le maggiorazioni che si dimenticano
- Più di due figli: scatta una maggiorazione per ciascun figlio dal terzo in poi.
- Figli con disabilità: l'importo cresce e non decade al compimento dei 21 anni.
- Madri under 21 e nuclei con entrambi i genitori che lavorano: previste maggiorazioni specifiche.
Da chiarire anche come e a chi arriva il pagamento. L'assegno viene versato dall'INPS direttamente sul conto indicato nella domanda, di norma ripartito a metà tra i due genitori se separati o se lo chiedono, oppure tutto a chi presenta la domanda. La domanda si fa una volta e prosegue negli anni successivi senza ripresentarla, ma l'ISEE no: quello va aggiornato ogni anno entro i termini. È proprio su questo scollamento tra domanda e ISEE che cadono in tanti. Conviene quindi segnare in agenda il rinnovo della DSU a gennaio e controllare a marzo che l'importo accreditato corrisponda davvero al tuo ISEE aggiornato, evitando di scoprire troppo tardi un assegno dimezzato.
La trappola più comune è dimenticare di rinnovare o aggiornare l'ISEE. Se a febbraio non hai un ISEE valido, da marzo l'assegno ti viene pagato al minimo, e solo presentandolo entro giugno recuperi gli arretrati. Conviene quindi mettere in agenda il rinnovo della DSU ogni gennaio. Una nota onesta: l'assegno copre una parte delle spese di un figlio, non tutte, e va pensato come un aiuto strutturale dentro un bilancio familiare, non come un extra da spendere subito.