Bonus mobili: come funziona la detrazione per arredi

Bonus mobili: come funziona la detrazione per arredi

Hai ristrutturato casa e ora ti tocca riarredare. C'è una buona notizia: una parte di quello che spendi in mobili nuovi ed elettrodomestici può tornare indietro grazie al bonus mobili, a patto di rispettare il legame con i lavori.

Il vincolo che molti ignorano

Il bonus mobili non è un regalo a chi compra una cucina nuova qualsiasi. Spetta solo a chi ha avviato un intervento di ristrutturazione sull'immobile, e i lavori devono essere iniziati prima dell'acquisto degli arredi. Senza quel cantiere alle spalle, niente detrazione. È la condizione che fa cadere più persone.

Quando il requisito c'è, la detrazione è del 50% calcolata su un tetto di spesa di 5.000 euro, recuperata in dieci quote annuali. Comprende mobili nuovi (letti, armadi, divani, tavoli) e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, come frigoriferi, lavatrici e forni.

Cosa rientra e come pagare

  • Dentro: arredi nuovi e grandi elettrodomestici ad alta efficienza collegati alla casa ristrutturata.
  • Fuori: porte, pavimenti, tende e tutto ciò che è considerato parte dell'edificio, non arredo.
  • Pagamenti tracciabili: bonifico, carta di credito o di debito. I contanti fanno perdere il bonus.

Una precisazione sul tetto di spesa evita brutte sorprese. Il limite si riferisce alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione, non alla coppia o al numero di acquisti: anche se compri mobili in momenti diversi nell'arco dell'anno, la somma non può superare il tetto previsto. Conviene quindi tenere il conto delle spese man mano, perché superato il limite l'eccedenza semplicemente non dà diritto ad alcuna detrazione. Pianificare gli acquisti in base a quel plafond è il modo per sfruttarlo per intero. Conserva inoltre la documentazione che attesta la data di inizio dei lavori di ristrutturazione: è il presupposto del bonus, e l'Agenzia lo verifica proprio sul rapporto tra quelle date e quelle degli acquisti dei mobili.

Un punto pratico spesso frainteso: per il bonus mobili, a differenza della ristrutturazione, non serve il bonifico parlante, basta un pagamento tracciabile qualsiasi. Conserva però le fatture che descrivono i beni e la prova del pagamento. Da evitare l'errore di comprare i mobili e solo dopo decidere di ristrutturare: l'ordine dei fatti conta, e l'Agenzia lo verifica sulle date.