Diversificare: non mettere tutte le uova in un paniere

Diversificare: non mettere tutte le uova in un paniere

Il proverbio sulle uova e il paniere lo conoscono tutti, ma quando si tratta di soldi quasi nessuno lo applica. Tanti italiani hanno il grosso del patrimonio in una sola cosa: la casa, o le azioni dell'azienda dove lavorano, o un unico titolo consigliato da un amico. È il modo più rapido per giocarsi tutto su un'unica carta.

Cosa vuol dire davvero diversificare

Diversificare significa distribuire i risparmi su cose diverse che non salgono e scendono insieme. Se metti tutto in azioni di un solo settore, basta una crisi di quel settore per affondarti. Se invece spalmi tra azioni di aree diverse, obbligazioni, un po' di liquidità e magari l'immobile, quando una parte soffre un'altra spesso regge. Le perdite si attenuano a vicenda.

Il punto chiave è che diversificare non riduce il rendimento atteso di lungo periodo, ma riduce le oscillazioni del percorso. È l'unico "pasto gratis" della finanza: abbassi il rischio senza dover rinunciare al guadagno medio.

Gli errori più comuni

  • Concentrare tutto sulla casa, pensando che il mattone non scenda mai: non è vero, e per giunta è poco liquido.
  • Tenere troppe azioni dello stesso datore di lavoro: se l'azienda va male, perdi stipendio e risparmi insieme.
  • Credere di essere diversificati avendo cinque fondi che però investono tutti nelle stesse grandi aziende.

Diversificare non riguarda solo gli strumenti, ma anche il tempo e le valute. Investire tutto in un solo momento ti espone al rischio di aver scelto la giornata sbagliata, e qui il piano di accumulo aiuta. Allo stesso modo, avere ogni euro legato all'euro e all'economia italiana è una concentrazione che pochi notano: un fondo azionario globale, denominato in più valute e spalmato su decine di Paesi, riduce anche il rischio che le cose vadano male proprio a casa nostra.

Un solo ETF azionario mondiale, da questo punto di vista, è già più diversificato di un portafoglio fatto di dieci titoli scelti a mano. Da evitare però l'eccesso opposto: spezzettare i soldi in venti strumenti diversi non aggiunge protezione, aggiunge solo costi e confusione. La diversificazione utile sta nel mezzo, ed è più semplice di quanto le banche vogliano farti credere.