Ogni anno, a giugno e a dicembre, tornano le scadenze IMU e con loro la solita confusione: la prima casa si paga o no? E la casa al mare ereditata dai nonni? Districarsi tra esenzioni e aliquote evita sia multe sia pagamenti non dovuti.
La regola di base
L'abitazione principale, quella in cui risiedi e vivi davvero, è esente dall'IMU. L'eccezione riguarda le case di lusso, cioè quelle accatastate nelle categorie A/1, A/8 e A/9 (ville, castelli, abitazioni signorili), che pagano comunque. Per tutto il resto, l'imposta scatta: seconde case, immobili affittati, terreni e fabbricati diversi dalla prima casa.
L'importo dipende dalla rendita catastale rivalutata e dall'aliquota decisa dal tuo Comune, che può variare parecchio da un paese all'altro. Per questo due seconde case identiche in comuni diversi possono avere IMU molto differenti.
I casi che generano errori
- Coniugi con residenze diverse in due case: l'esenzione prima casa spetta, ma solo a determinate condizioni.
- Casa data in uso gratuito a un figlio o genitore: possibile riduzione del 50% della base imponibile, se registrato il comodato.
- Immobile inagibile o inabitabile: riduzione del 50%, ma serve dichiararlo.
Una situazione che crea spesso dubbi è quella delle case ereditate e ancora indivise tra più fratelli. In quel caso ciascun erede paga l'IMU in proporzione alla propria quota di proprietà, anche se nell'immobile non ci mette mai piede. Allo stesso modo, chi ha l'usufrutto di una casa paga lui l'imposta, non il nudo proprietario. Sono dettagli che sfuggono e generano ritardi nei pagamenti, con sanzioni che si potrebbero evitare semplicemente sapendo chi è il soggetto tenuto a versare. Un altro caso frequente riguarda chi compra o vende durante l'anno: l'IMU si calcola sui mesi di effettivo possesso, contando per intero il mese in cui il possesso è durato almeno quindici giorni.
Un consiglio concreto: il calcolo lo fai tu, lo Stato non ti manda il bollettino già compilato come per la TARI. Conviene scaricare ogni anno la delibera delle aliquote dal sito del Comune e usare i calcolatori online ufficiali. E ricorda che, se affitti la seconda casa con cedolare secca, l'IMU la paghi lo stesso: la cedolare sostituisce l'IRPEF sull'affitto, non l'imposta sull'immobile.