ISEE: come si calcola e perché ti serve

ISEE: come si calcola e perché ti serve

Asilo nido, mensa scolastica, bonus bollette, università: dietro a quasi ogni agevolazione c'è una sigla che decide se la ottieni e a quanto ammonta. L'ISEE è la fotografia ufficiale della ricchezza di una famiglia, e capirne il funzionamento ti evita di lasciare soldi sul tavolo.

Non è solo il reddito

Molti credono che l'ISEE guardi solo allo stipendio. In realtà mette insieme due cose: i redditi di tutto il nucleo familiare e il patrimonio, cioè conti correnti, depositi, titoli, case oltre alla prima e auto. Il tutto viene poi diviso per un parametro che tiene conto di quante persone compongono la famiglia, così che un nucleo numeroso risulti correttamente meno ricco a parità di reddito.

I dati patrimoniali si riferiscono a due anni prima e ai saldi e alle giacenze medie dei conti al 31 dicembre. Per questo a volte conviene non tenere somme enormi ferme sul conto a fine anno se ti servirà un ISEE basso.

Come ottenerlo e usarlo bene

  • Si parte dalla DSU, la dichiarazione che presenti al CAF o online sul sito dell'INPS, gratuitamente.
  • Esiste l'ISEE corrente, che aggiorna la situazione se il reddito è calato di recente, ad esempio dopo un licenziamento.
  • Versioni specifiche, come l'ISEE università o l'ISEE minorenni, servono per agevolazioni precise.

Una cosa che sorprende molti è quanto pesi il patrimonio mobiliare. Conti, depositi e investimenti contano nell'ISEE per il loro saldo e per la giacenza media, e una somma ferma e improduttiva può alzarlo quel tanto che basta a farti perdere un bonus. Questo non vuol dire nascondere i soldi, sarebbe inutile e illegale, ma pianificare: a volte estinguere un debito o anticipare una spesa necessaria prima di fine anno riduce in modo del tutto legittimo il patrimonio fotografato dall'indicatore. Ricorda inoltre che l'ISEE vale fino alla fine dell'anno in cui lo presenti: per le domande di gennaio serve quasi sempre rifarlo da capo.

Un avvertimento utile: i dati di conti e investimenti vengono incrociati con l'Anagrafe dei rapporti finanziari, quindi dimenticare un deposito non è furbizia, è un errore che fa decadere tutto. Conviene prepararlo a inizio anno, quando hai sottomano gli estratti conto al 31 dicembre, e rinnovarlo ogni gennaio se sai che ti servirà.