Mettere da parte per l'università dei figli

Mettere da parte per l'università dei figli

Quando nasce un figlio, l'università sembra lontanissima. Eppure è proprio quella distanza il tuo più grande alleato: diciotto anni di tempo trasformano piccoli versamenti regolari in una cifra che, al momento giusto, ti evita di indebitarti o di sacrificare i tuoi risparmi.

Il vantaggio di iniziare presto

Un percorso universitario completo, tra tasse, libri e soprattutto alloggio per chi studia fuori sede, può costare diverse decine di migliaia di euro. Affrontarlo tutto insieme quando il ragazzo ha diciannove anni è durissimo. Spalmarlo su quasi due decenni, invece, lo rende gestibile, e l'interesse composto fa gran parte del lavoro al posto tuo.

Mettere via 80 o 100 euro al mese da quando il bambino è piccolo, su un orizzonte così lungo, permette di usare strumenti che rendono di più proprio perché hai il tempo di assorbirne le oscillazioni.

Dove far crescere quei soldi

  • Per i primi tanni, con tanto tempo davanti, un piano di accumulo in ETF azionari è ragionevole.
  • Mano a mano che ti avvicini alla meta, sposta gradualmente verso strumenti più prudenti: conti deposito, BTP.
  • Esistono buoni postali dedicati ai minori, comodi per chi cerca la massima sicurezza e zero pensieri.

Vale la pena coinvolgere i nonni nel modo giusto. Invece di tanti regali sparsi che si dimenticano, un versamento periodico su un piano dedicato al nipote, anche piccolo, sfrutta gli anni e l'interesse composto come nient'altro. Esistono strumenti pensati apposta, dai buoni postali per minori ai conti di accumulo intestabili ai genitori a favore del figlio. L'importante è la costanza: venti euro al mese da quando il bambino è in fasce valgono più di un assegno generoso una tantum a diciotto anni.

Il principio guida è uno: più la scadenza è vicina, meno rischio ti puoi permettere. Sarebbe un disastro avere il capitale pronto investito in azioni e doverlo ritirare proprio nell'anno di un crollo di mercato. Conviene quindi un percorso che parte aggressivo quando il figlio è piccolo e diventa prudente negli ultimi tre o quattro anni prima dell'iscrizione. Una nota onesta: nessuno ti obbliga a coprire tutto tu, e va benissimo puntare a una parte, lasciando il resto a borse di studio, lavoretti del ragazzo o un piccolo prestito mirato.