La cartella delle ricevute mediche di una famiglia, a fine anno, è più spessa di quanto si pensi. Visite, occhiali, dentista, farmaci: una buona parte di quei soldi torna indietro sotto forma di detrazione, ma solo se sai cosa entra e cosa no.
La regola del 19% e la franchigia
Le spese sanitarie danno diritto a una detrazione del 19%, ma solo sulla quota che supera i 129,11 euro nell'anno. In pratica i primi 129 euro non li recuperi; tutto il resto sì. Una famiglia che spende 1.000 euro in salute detrae il 19% di circa 870 euro, cioè poco più di 165 euro che riducono l'IRPEF da pagare.
Attenzione a una condizione spesso ignorata: per spese sopra i 77,47 euro il pagamento deve essere tracciabile, quindi bancomat, carta o bonifico. Fa eccezione l'acquisto di farmaci e dispositivi medici, che resta detraibile anche in contanti.
Cosa entra e cosa no
- Detraibili: visite specialistiche, analisi, farmaci con scontrino parlante, occhiali da vista, dentista, fisioterapia con prescrizione.
- Detraibili anche per i familiari a carico, e in parte per quelli non a carico con patologie gravi.
- Da escludere: integratori senza prescrizione, cosmetici, prestazioni puramente estetiche.
Una distinzione che genera confusione riguarda chi può detrarre per i familiari. Le spese sanitarie dei figli si scaricano finché restano fiscalmente a carico, cioè sotto una certa soglia di reddito loro, più alta per gli under 24. Anche le spese per un genitore anziano a carico rientrano. Per i familiari non a carico, invece, la detrazione spetta solo in casi specifici legati a patologie esenti. Verifica sempre la condizione di carico prima di inserire la spesa di un parente. Vale la pena sapere che le spese sanitarie molto alte, oltre una certa soglia nell'anno, si possono ripartire in quattro quote annuali, scelta utile quando in un solo anno la detrazione supererebbe l'imposta dovuta.
Un consiglio pratico che fa la differenza nelle coppie: le spese mediche dei figli si possono dividere tra i due genitori, oppure caricare tutte su chi ha l'IRPEF più alta, così la detrazione pesa di più. Pianificare chi paga cosa durante l'anno, e non a marzo davanti al commercialista, è il modo più semplice per recuperare qualche centinaio di euro in più.