Bonus trasporti 2026: come funziona, chi ha diritto e come richiederlo per il rientro a scuola

Il bonus trasporti 2026 copre fino a 60 euro di abbonamento per chi ha un ISEE sotto i 35.000 euro, ma la finestra di settembre si esaurisce in pochi giorni: ecco come muoversi prima che finiscano i fondi.

Bonus trasporti 2026: come funziona, chi ha diritto e come richiederlo per il rientro a scuola

Il 3 settembre torni a prendere il treno delle 7:14, tuo figlio riparte con l'abbonamento dell'autobus scolastico e tu hai già ricevuto due bollette e una polizza RC auto da rinnovare. In mezzo a questo elenco, c'è una voce che quasi nessuno controlla ogni anno: il bonus trasporti. Vale fino a 60 euro a persona, si richiede online in pochi minuti e in famiglie con due o tre abbonamenti annuali può coprire quasi un mese di spostamenti. Eppure ogni settembre migliaia di famiglie lo scoprono troppo tardi, quando i fondi stanziati per l'anno sono già esauriti.

Che cos'è il bonus trasporti e perché conviene muoversi a settembre

Il bonus trasporti è un contributo statale pensato per alleggerire la spesa degli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale: autobus, metro, treni pendolari, tram. Introdotto nel 2023 e riconfermato ogni anno da allora, nel 2026 mantiene la stessa logica ma con una finestra di richiesta più stretta rispetto al passato, perché il fondo nazionale destinato alla misura non è illimitato e si esaurisce sempre prima. Settembre è il momento in cui la domanda esplode: rientro a scuola, ripresa del lavoro in presenza dopo le ferie, rinnovo degli abbonamenti annuali che molte aziende di trasporto fanno scadere proprio a fine estate.

La misura si rivolge a chiunque acquisti un abbonamento ai mezzi pubblici, non solo a studenti o pendolari con un profilo di reddito particolarmente basso. Questo è un punto che genera confusione: molti pensano che sia una misura assistenziale riservata a nuclei in difficoltà, mentre in realtà la soglia ISEE fissata per il 2026 include gran parte del ceto medio italiano. Se in casa avete due o tre persone che si spostano ogni giorno con bus, tram o treno regionale, vale la pena controllare i requisiti prima di rinnovare l'abbonamento al prezzo pieno.

La soglia ISEE per il 2026: chi può richiederlo davvero

Per il 2026 la soglia di accesso resta fissata a 35.000 euro di ISEE in corso di validità, la stessa cifra introdotta nel 2024 dopo il primo anno sperimentale a 20.000 euro. Con un tetto così alto, la platea di famiglie potenzialmente idonee è molto ampia: secondo le stime del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, coprirebbe oltre l'80% dei nuclei familiari italiani. Il problema non è quasi mai il requisito reddituale, ma la disponibilità dei fondi, che ogni anno si esauriscono prima della fine del periodo previsto per le domande.

Attenzione a un dettaglio che frega molte famiglie ogni anno: l'ISEE deve essere in corso di validità al momento della domanda, non semplicemente presentato in un anno qualsiasi. Se la tua ultima Dichiarazione Sostitutiva Unica risale a gennaio e non l'hai rinnovata, il documento potrebbe essere scaduto proprio a ridosso di settembre, quando serve per la richiesta. Meglio verificarlo su INPS almeno una settimana prima di aprire la pratica del bonus, così hai il tempo di presentare una nuova DSU tramite CAF o patronato senza perdere la finestra di apertura della piattaforma.

Chi resta escluso

  • Chi non ha un ISEE in corso di validità e non riesce a rinnovarlo in tempo utile
  • Chi ha già ottenuto il bonus trasporti nello stesso anno solare, perché la misura è una tantum per persona
  • Chi acquista abbonamenti per il trasporto privato o per servizi non convenzionati, come alcune navette aziendali
  • Minorenni: la domanda va presentata da un genitore o da chi ne esercita la responsabilità genitoriale, indicando comunque il codice fiscale dello studente come beneficiario effettivo

Quanto vale il bonus e per quali abbonamenti

L'importo massimo resta di 60 euro, ma non è un valore fisso uguale per tutti: il bonus copre il costo dell'abbonamento fino a quella cifra, quindi se il tuo abbonamento mensile costa 35 euro il rimborso sarà di 35 euro, non di 60. Per chi acquista un abbonamento annuale da 400 euro, invece, il tetto dei 60 euro rappresenta comunque un risparmio secco, applicabile una sola volta nell'anno.

Il contributo funziona come rimborso, non come sconto immediato alla cassa. Prima acquisti l'abbonamento — anche quello di settembre già pagato per intero — poi carichi la ricevuta sulla piattaforma e ricevi l'importo tramite bonifico o accredito, a seconda del canale scelto in fase di domanda. Questo dettaglio spiega perché tanti rinunciano: pensano di dover aspettare l'esito prima di comprare il biglietto, mentre in realtà la sequenza corretta è l'opposto. Compra prima, chiedi il rimborso dopo, e conserva sempre la ricevuta elettronica per almeno un anno.

Come funziona la domanda: piattaforma e tempistiche

Tre minuti, se hai già SPID o CIE a portata di mano.

La richiesta si presenta sulla piattaforma dedicata bonusTrasporti.mimit.gov.it, gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy in collaborazione con INPS per la verifica automatica dell'ISEE. L'accesso richiede SPID, Carta d'Identità Elettronica o CNS: niente moduli cartacei, niente sportelli fisici. Una volta autenticato, il sistema propone direttamente i dati anagrafici e l'ISEE registrato, quindi basta caricare la ricevuta di acquisto dell'abbonamento e indicare l'IBAN su cui ricevere il rimborso.

Le finestre di apertura non sono continue durante tutto l'anno: il Ministero riapre la piattaforma a scaglioni, tipicamente a gennaio, ad aprile e poi a settembre in coincidenza con il rientro a scuola e al lavoro. Ogni finestra ha una dotazione economica separata e, una volta esaurita, la domanda resta bloccata fino all'apertura successiva — non c'è lista d'attesa né priorità per chi si è mosso tardi. Nel 2025 la finestra di settembre si è esaurita in undici giorni secondo i dati diffusi dal Ministero, e non c'è ragione di aspettarsi un fondo più capiente nel 2026.

Documenti da avere pronti prima di aprire la pratica

  • ISEE in corso di validità, richiesto tramite CAF, patronato o direttamente sul portale INPS
  • Ricevuta o fattura dell'abbonamento già acquistato, con data, importo e dati dell'azienda di trasporto
  • IBAN intestato o cointestato al richiedente, oppure a un genitore se il beneficiario è minorenne
  • Credenziali SPID di livello 2, CIE o CNS — senza queste tre opzioni la domanda non parte

Perché il fondo finisce sempre in fretta (e cosa significa per te)

Qui vale la pena essere onesti su un limite della misura che raramente viene raccontato: il bonus trasporti non è un diritto garantito come l'assegno unico, è un contributo a esaurimento fondi. Questo significa che due famiglie con lo stesso ISEE e la stessa spesa di trasporto possono avere esiti opposti, semplicemente perché una ha inviato la domanda alle 9:03 del primo giorno utile e l'altra alle 14:00. Non è un dettaglio da poco quando si parla di un contributo che per una famiglia con tre abbonamenti annuali può valere fino a 180 euro l'anno.

La strategia più efficace resta preparare tutto in anticipo: verificare l'ISEE, salvare le credenziali SPID, tenere pronta la ricevuta digitale dell'abbonamento, e collegarsi alla piattaforma nei primissimi minuti di apertura della finestra di settembre, di solito annunciata con qualche giorno di anticipo sul sito del Ministero e sui canali INPS. Aspettare "il weekend con più calma" è l'errore più comune, ed è quello che nel 2025 ha lasciato fuori centinaia di migliaia di richieste arrivate quando il plafond era già azzerato.

Conviene davvero rispetto ad altri sconti sui trasporti?

Il bonus trasporti va confrontato con le agevolazioni regionali sugli abbonamenti, che in alcune Regioni — Lombardia ed Emilia-Romagna in testa — offrono sconti strutturali fino al 30% per studenti e under 26, indipendentemente dall'ISEE e senza finestre a esaurimento. Se vivi in una di queste Regioni e rientri nei requisiti anagrafici, conviene partire dallo sconto regionale, che è stabile e non richiede corsa contro il tempo, e usare il bonus statale come integrazione successiva sulla parte di spesa che resta a tuo carico. Da evitare, invece, l'errore di rinunciare al bonus statale pensando che sia incompatibile con lo sconto regionale: nella maggior parte dei casi i due contributi si possono cumulare, perché intervengono su basi giuridiche diverse.

Per chi non ha sconti regionali disponibili, il bonus trasporti resta comunque la misura più semplice da attivare in tempi brevi, a differenza di altre agevolazioni familiari che richiedono mesi di istruttoria. Non risolve il caro-abbonamenti — un abbonamento annuale ferroviario tra hinterland e grande città può costare 500-700 euro anche dopo il bonus — ma su una spesa fissa e ricorrente ogni euro recuperato pesa nel bilancio familiare di settembre, il mese in cui corredo scolastico, bollette e assicurazioni arrivano tutti insieme.

Cosa fare da qui a fine settembre

Controlla oggi stesso la validità del tuo ISEE su INPS, non aspettare l'apertura della piattaforma per accorgerti che è scaduto da tre mesi. Tieni la ricevuta dell'abbonamento già pagato: non serve acquistarne uno nuovo apposta, quello di settembre appena rinnovato va benissimo. E se in famiglia ci sono più persone con abbonamenti separati, presenta una domanda distinta per ciascuna, perché il tetto di 60 euro è individuale e non si somma su un'unica pratica. Il resto è questione di velocità: la finestra si apre, e con ISEE, SPID e ricevuta già pronti la richiesta si chiude prima che il fondo faccia in tempo ad accorgersene.