Cashback e carte a punti: convengono davvero?

Cashback e carte a punti: convengono davvero?

Paga con questa carta e ti torna indietro una percentuale. Accumula punti e ottieni premi. Le offerte di cashback e fidelizzazione sono ovunque, e suonano come soldi regalati. A volte lo sono, spesso però nascondono il rovescio della medaglia: ti spingono a spendere più di quanto avresti fatto.

Come funzionano

Il cashback ti restituisce una piccola percentuale di quanto spendi, di solito tra lo 0,5% e il 2%, accreditata sul conto o sulla carta. Le carte a punti accumulano gettoni a ogni acquisto, da convertire poi in buoni o premi. Per chi le emette sono strumenti di marketing: ti legano a quel negozio o a quella carta, e raccolgono dati su cosa compri. In cambio, una fetta minima dei loro margini torna a te.

Il vantaggio reale c'è, ma è quasi sempre modesto. Un cashback dell'1% su 10.000 euro di spese annue fa 100 euro: utile, ma non cambia la vita, e solo se quelle spese le avresti fatte comunque.

Quando conviene e quando no

  • Conviene se usi il cashback su spese che faresti in ogni caso: bollette, spesa, carburante.
  • Conviene la carta fedeltà del supermercato dove vai già abitualmente, senza cambiare abitudini per i punti.
  • Da evitare se ti porta a comprare di più, a scegliere un negozio più caro o ad attivare carte a pagamento per inseguire premi.

Un'attenzione in più va alle app e ai programmi che promettono rimborsi alti su categorie specifiche, attivabili a rotazione. Funzionano davvero solo se ti ricordi di attivare l'offerta e se le tue spese coincidono con la categoria del mese, condizioni che riducono il vantaggio reale. Diffida anche dei punti che scadono: un montepremi che perdi perché non l'hai usato in tempo non è un guadagno, è un'illusione contabile. Il cashback più affidabile resta quello automatico, senza attivazioni e senza scadenze, sulle spese che fai comunque.

La trappola psicologica è sottile: la prospettiva di un punto o di un piccolo rimborso può farti spendere 50 euro per "guadagnarne" 1. È un pessimo affare travestito da convenienza. Il cashback è un buon contorno, mai il motivo di un acquisto. Da diffidare anche delle carte di credito con cashback alto ma canone annuo salato: fai i conti, perché spesso il canone si mangia tutto il rimborso. La regola resta una sola: prima decidi cosa ti serve, poi, e solo poi, scegli come pagarlo per recuperare quel poco in più.