Hai una somma da far fruttare in sicurezza e davanti due strade molto gettonate: un conto deposito vincolato o un titolo di Stato come il BTP. Sulla carta rendono simili, ma quando metti in fila tasse, costi e flessibilità, le differenze saltano fuori e cambiano la scelta.
La tassazione fa la differenza
Il primo fattore decisivo è il fisco. Gli interessi del conto deposito sono tassati al 26%, mentre quelli dei titoli di Stato italiani al 12,5%, cioè meno della metà. A parità di rendimento lordo, quindi, il BTP ti lascia in tasca molto di più: 100 euro di interessi lordi diventano 87,50 con il BTP e solo 74 con il deposito. È una differenza che ribalta confronti che sembravano alla pari.
Entrambi scontano poi l'imposta di bollo dello 0,2% annuo sul valore. Sul conto deposito spesso è la banca a farsene carico in cambio del vincolo, mentre sul BTP la paghi tu: un dettaglio da verificare nelle condizioni.
Sicurezza, costi e flessibilità
- Il conto deposito è protetto dal Fondo Interbancario fino a 100.000 euro per intestatario; il BTP è garantito dallo Stato italiano.
- Il deposito vincolato blocca i soldi fino alla scadenza, a volte con penali in caso di svincolo; il BTP puoi venderlo in qualsiasi momento sul mercato, ma a un prezzo che oscilla.
- Comprare un BTP può comportare piccole commissioni del broker; aprire un deposito è di norma gratuito.
Un fattore che cambia il confronto è la flessibilità in caso di bisogno. Dal conto deposito vincolato, per uscire prima della scadenza, paghi spesso una penale o perdi parte degli interessi. Il BTP lo vendi sul mercato in qualsiasi giorno, ma incassi il prezzo del momento, che può essere sopra o sotto cento. Se c'è anche solo la possibilità che ti servano quei soldi in anticipo, valuta bene quale dei due ti penalizza meno: dipende molto da come si muovono i tassi nel frattempo.
La conclusione pratica: per somme che puoi davvero immobilizzare fino a una scadenza precisa, il BTP di pari durata batte quasi sempre il conto deposito grazie alla tassazione più leggera. Il conto deposito vince invece quando vuoi un tasso garantito al centesimo, senza oscillazioni di prezzo nel mezzo, e una gestione a prova di pigrizia. Da evitare il confronto fatto solo sul tasso lordo pubblicizzato: l'unico numero che conta è quanto ti resta in tasca dopo le tasse.